Serpeggia una vecchia storia fra i sentieri oscuri delle selve, e narra di una teoria per la quale, l’Immaginazione un tempo fu la vera arma di una specie in estinzione. La si sente sussurrare fra le fronde immobili nei momenti di canicola, fra il fremito d’ali incessante delle cicale, o nelle notti afose estive, quando si leva dai tronchi umidi di muschi, la nebbia sottile che gioca con le lucciole, respirando dai manti di legno vecchio che ricoprono il suolo. La si sente viaggiare fra una radura e l’altra, portata dal vento che gioca con le foglie. E’ una storia antica, che sa di terra nera e di flebili fuochi fatui; di sottili voci tintinnanti di driadi bellissime e canti flautati di elfi sottili, pallidi e perfetti.

La Vecchia Storia si muove e ondeggia oramai da tempo; vibra con i suoni dei tamburi percossi dalle dita degli gnomi sciamani nelle notti di luna piena, e fra le onde che si allargano durante le leggere piogge che abbeverano i laghi fermi. Racconta di una Razza di Esseri oramai quasi estinti, che nacquero per dedicarsi alla Bellezza del Mondo, e che nel tempo, corrotti dai Demoni del Caos, per questo vennero derisi e messi da parte dai loro simili. Si dice che il seme della discordia prese a germinare in un antro scavato dai fiumi di ghiaccio nelle Terre dell’Estremo Nord, dove si danno convegno dall’alba dei tempi i Demoni del Caos. Furono loro a puntare il dito verso la Razza da decimare, perché era fonte di Equilibrio e Benefica Conoscenza e per questo andava soppressa.

La controparte degli Esseri della Razza, si organizzò in Legioni di Demoni ben istruiti dalle Alte Gerarchie del Caos e questi si sparsero per ogni dove, fino a raggiungere le Terre più remote e popolate dei vari Mondi. Non fu difficile organizzare lo sterminio: dapprima i demoni provarono ad usare la violenza, ma videro che la Razza sapeva resistere e rigenerarsi, nutrita da quella stessa Bellezza che sapeva creare con l’arma più potente che aveva: l’Immaginazione. Quindi i Demoni capirono che occorreva organizzare meglio le loro strategie d’attacco; capirono che occorreva distruggere la capacità di immaginare della Razza, perché quello era l’unico elemento che la rendeva temibile. Progettarono delle armi altrettanto temibili e molto, molto efficaci.
Quando la Razza si rese conto di essere sotto assedio, e vide cadere nell’abbruttimento e nella morte dell’Immaginazione molti e nutriti gruppi della sua popolazione, decise in fretta che andava organizzato un piano di difesa e una strategia d’attacco; vennero chiamati i Guerrieri Alati più potenti dalle Terre dell’Aria e si chiese loro di vigilare sulla Razza, affinché i Demoni del Caos non potessero raggiungere i più puri e potenti fra loro, ovvero coloro che avevano l’Immaginazione più fervida e libera; fra questi c’erano i Cuccioli della Razza, i Saggi, i Fòlli, le Streghe bianche ed i Maghi bianchi. Fu così che ad ognuno dei loro più potenti Immaginatori, i Saggi delle Alte Terre Azzurre della Razza, vollero assegnare un potente Guerriero Alato, a protezione del loro bene più prezioso.

Ma i Demoni del Caos erano altrettanto potenti e ben organizzati, anche loro detentori di una vasta e antica Conoscenza e sapevano che i singoli esseri appartenenti alla Razza, erano facilmente manipolabili e molto deboli; sapevano anche che i Guerrieri Alati, nulla potevano contro i Demoni, se l’Essere a cui era rivolta la loro protezione, decideva spontaneamente di consegnarsi alla Fazione del Caos. I Demoni misero così in atto i loro piani con grande solerzia, astuzia, organizzazione e dovizia.
Il Demone della Tentazione creò mondi strabilianti e meravigliosi, che attirarono molti Esseri che facevano parte della Razza; li fece così entrare in bucoliche e mirabili stanze, dove il piacere fisico era reso facile, abbondante e sempre a disposizione, ma che per essere raggiunto richiedeva un patto, sottoscritto e firmato previo un compenso che, ad ogni passaggio della soglia di tali stanze, cresceva, fino a raggiungere cifre irraggiungibili. Le stanze disponevano di esistenze colme di soddisfazioni di ogni tipo e chi vi entrava poteva divenire in poco tempo molto famoso, molto potente e molto ricco. Fu così che gli Esseri della Razza che entravano in queste stanze, pagavano pegno con la loro anima, ovvero con la loro Immaginazione, e pur di rimanervi erano disposti a pagare prezzi sempre più alti e di fare tutto ciò che veniva loro chiesto.

Poi venne il Demone dell’ Inganno che creò le Sfere dell’Oblio dove tutto era predisposto mediante dei piccoli mondi personali; ogni Essere della Razza poteva avere il suo personalissimo Mondo di Oblio che gli permetteva di affrancarsi dalle fatiche del Mondo Reale, e affinché l’Immaginazione venisse anticipata con ciò che poteva renderla innocua e spenta, il Demone dell’Inganno escogitò una miriade di stimoli visivi molto belli e gradevoli agli occhi, perché colorati, vividi, luminosi, come tanti giocattoli con i quali l’essere poteva divertirsi in continuazione. Il divertimento divenne costante, la distrazione da uno stimolo all’altro continuava a saltellare nella mente degli Esseri della Razza, di giorno e di notte e così persero la cognizione del tempo, di se stessi e della propria Immaginazione, ovvero dell’unica arma che li potesse salvare.

Per entrare nei Mondi dell’Oblio, dai quali nessuno voleva più uscire, gli Esseri della Razza dovevano però firmare un patto; solo questo permetteva loro di poter godere del servizio che forniva il Demone dell’Inganno e degli di attimi effimeri, e splendidi di felicità. Fu così che il Demone dell’Inganno poté attirare molti Esseri della Razza a sé e fare in modo che consegnassero la loro Immaginazione, in cambio del loro fasullo e piccolo mondo personale.
Chi entrò ingenuamente nelle Sfere dell’Oblio si abituò a lasciare che il Demone dell’Inganno risucchiasse la loro Immaginazione dalla loro mente, privandoli della forza; questo era un rituale che si compiva in continuazione, finché il patto definitivo non veniva sottoscritto. Pochissimi Esseri della Razza riuscirono a tornare indietro, prima di firmare il patto definitivo, e anche chi tornò, aveva perso la capacità di Immaginare ed era molto debole e facilmente attaccabile, perché il suo Guerriero Alato era stato oramai da loro stessi allontanato.
Il Demone dell’Illusione fu il più scaltro di tutti, perché s’insinuò nei pensieri degli Esseri della Razza con immagini di oggetti di ogni tipo e di piaceri che ne potevano derivare; gli Esseri della Razza difficilmente sapevano resistere e chi lo faceva, veniva attaccato dal Demone della Tentazione che, alleato del Demone dell’Illusione, soffiava parole di invidia e di senso di mancanza nelle orecchie degli Esseri della Razza.

Moltissimi furono quelli che cominciarono a distrarsi dalla loro Immaginazione e a firmare il patto con il Demone dell’Illusione, pur di ottenere un oggetto dopo l’altro e di volta in volta, provare l’insoddisfazione di non averne mai abbastanza. In loro si insinuava il senso di bisogno, di mancanza, di invidia per chi già era in possesso di un oggetto che il Demone dell’Illusione aveva proposto loro, e che loro ancora non avevano ottenuto. Le vite di questi Esseri della Razza si riempirono di oggetti e di senso di mancanza e insoddisfazione, perché ad ogni oggetto che entrava nelle loro vite, un pezzo della loro Immaginazione andava nel sacco del Demone dell’Illusione, finché loro ne rimanevano completamente privi.
Quando un Essere della Razza rimane privo di immaginazione, si spegne ed è come morto; molti morirono sotto gli occhi tristi dei loro Guerrieri Alati, che non avevano potuto difenderli, perché gli esseri della Razza avevano deciso spontaneamente così, quando firmarono il patto con i Demoni dell’Inganno, dell’Oblio e dell’Illusione.

Molti scelsero di vendere la propria Immaginazione, firmando quel patto nefasto con i Demoni del Caos; eppure, prima di tutto questo, gli Esseri della Razza vivevano veramente delle vite felici e prospere. Scelsero spontaneamente per il peggio, uno dopo l’altro, quasi tutti e nella piena convinzione che, in fin dei conti, stavano facendo una cosa di poco conto; furono in moltissimi a fare questo passo con estrema leggerezza. Furono in realtà la maggior parte ed ora, nelle selve si narra che solo alcuni decisero diversamente e che ancora oggi, questi pochi si affidano alla protezione dei Guerrieri Alati, pur di non cadere nelle fauci dei Demoni del Caos, e lavorano ogni giorno di Grande Immaginazione, affinché i Mondi non si spengano del tutto.

Nel folto delle selve serpeggia questa vecchia storia, che forse tanto vecchia non è, e che ancora non ha un finale, perché la guerra fra i Demoni del Caos e i Saggi delle Alte Terre Azzurre non è ancora finita, e forse non finirà mai. Fra le selve si mormora che per fermare la carneficina degli Esseri della Razza, si stia decidendo di fare entrare in campo anche le altre Razze che popolano i Mondi, perché queste vivono e si nutrono dell’Immaginazione degli Esseri della Razza, che però stanno scomparendo. Se muoiono gli Esseri della Razza, moriranno tutti e tutto, compresi i Demoni del Caos, ma questi ultimi non se ne curano; loro non hanno remore e sono disposti a svanire, pur di risucchiare l’Immaginazione degli esseri della Razza.
Gli unici che possono salvare se stessi e tutti i Mondi, sono proprio loro: gli Esseri della Razza.
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