Ho una fede cieca nella Ricchezza della Natura. Molti ridono di questo; mi chiedono come faccio, da dove mi arriva la convinzione assoluta che le risorse sono infinite. Perché lo sono, su questo non v’è dubbio! Io ne ho le prove ogni giorno, in ogni istante scandito da questo tempo volubile, che un po’ si allenta e si dilata e un po’ si restringe e si rende avaro.

Le prove, direte voi… ma dove?!! Se i media non parlano d’altro che di scarsità, di mancanza, di catastrofi imminenti, di scompensi e di crisi, guerra, povertà… queste sono le parole che escono in continuazione dai media, no? Bene, e invece io vi dico che siamo circondati dall’ Abbondanza, dalla Bellezza, dalla Prosperità. Ovunque!! Guardatevi attorno!! Ce l’avete un albero vivo da guardare? Un prato fiorito, o un aiuola di fiori?! Allora guardate che cosa accade, quando la Natura spinge (e lo fa sempre, ogni anno, ogni giorno, da millenni, in ogni attimo) e fa nascere nuove gemme, nuovi germogli, nuove foglie, nuovi fiori, nuovo legno e nuova terra, fertile, nera, abbondante, che brulica di insetti e di lombrichi e con loro di coproliti. Fa nascere anche nuovi bambini, anche se sempre meno, ma non perché è avara lei, ma perché l’uomo vive nel senso di scarsità, di timore, di impotenza. E più l’essere umano la coltiva e più l’impotenza si manifesta, questo è pacifico, in tutti i sensi.

L’ Abbondanza in Natura si crea in continuazione, ovunque! Siamo circondati da Abbondanza e con essa, fiorisce sempre anche la Bellezza! Sempre, dico!! Come si fa a dire che le risorse della Natura sono limitate, mi chiedo io? Questa è blasfemia!! Ve lo dico io, come si fa; si smette di guardarla, di vederla, la Natura. Si accendono i monitor e si guardano quelli, si ascoltano gli imbonitori di cervelli, ci si tappa le orecchie con i racconti fasulli di voci false e si ascoltano quelle, sempre quelle, solo quelle. Il cervello si abitua a non pensare e si limita ad ascoltare, a guardare il preconfezionato. Ed è così che si vede solo scarsità, che si credono vere le storie finte, e reali le illusioni costruite sul nulla, parola dopo parola, frase dopo frase, oscenità dopo oscenità. E’ così che si smette di vedere l’Abbondanza e che si comincia a vivere nella mancanza, nella scarsità, nella povertà in apparenza sempre più minacciosa e prevaricante!! Chi ha paura della scarsità, vive nella scarsità; è una Legge. E chi ragiona in questo modo, con queste convinzioni inculcate, si dà la zappa sui piedi da solo! Ed è poi molto difficile togliersi questi parassiti di dosso, una volta che ti hanno sotto mano. Guardatela la Natura, ogni tanto!!

Questo significa che è consentito lo spreco?! No, nel modo più assoluto: la Natura (ed anche gli antichi testi, tutti!!) insegna che ad ognuno è dato il necessario ed in abbondanza, ma in Natura niente viene sprecato, perché questo equivarrebbe a mancare ad una Legge e a non riconoscerne la grandiosa generosità. Lo spreco in Natura non esiste; tutto torna a ridare Vita. Questo va re-imparato, perché lo spreco porta a sporcarsi dentro e di conseguenza a sporcare il Mondo fuori. Ma confondere il rispetto della generosità della Natura con il senso di mancanza è una subdola manipolazione.
Eppure è semplice: chiedo e prendo quello di cui necessito; non un grammo di più ed è tutto qui. E poi ci pensa l’Universo a darmi ciò di cui dispone. Ma quanti oggi sanno veramente di che cosa hanno necessità e di cosa potrebbero tranuillamente fare a meno? Pochissimi, perché i più hanno il cervello obnubilato da bisogni e necessità fasulle! Menti sfatte dall’abitudine all’acquisto fine a se stesso e di totale inutilità. A cosa serve conoscere la Natura? A capire di che cosa abbiamo veramente bisogno, per cominciare!

Ascoltare il canto degli uccelli fino a saperli distinguere l’uno dall’altro, ti permette di capire quanti sono, dove sono, se sono giovani appena nati, o se sono adulti indaffarati a portare cibo ai nidi; ascoltare il rumore del vento ti permette di capire quanto sono alte le piante, se sono pioppi, abeti o arbusti, perché il rumore delle foglie di un pioppo accarezzate dal vento, è ben più forte e diverso dal rumore delle foglie di un abete. Il primo ha un canto che quasi ride in un suono di dolci sonagli, mentre il secondo ha un canto più basso e cupo. I larici sono i più silenziosi, perché sono più ariosi, aperti, luminosi e sembra che col vento ci parlino poco, tranne quando lui diventa permaloso durante le tempeste.

Ed il vento è un indicatore di abbondanza, perché tocca ogni foglia, ogni ramo, ogni gemma e sfiora i licheni, fa cadere gli strobili vecchi ed a ogni tocco risponde una vibrazione di vita. E le vibrazioni si spandono nell’aria e vengono diffuse a crearne di nuove. Tutto parla con tutto, in Natura, ed è così che si regola perfettamente. I semi si spargono ovunque, gli scoiattoli trovano e raccolgono e stipano, in corse frenetiche lungo i tronchi, a creare dispense ricche e invisibili.

I cuccioli dei mammiferi in primavera nascono ovunque e ovunqe nell’invisibile parto perpetuo che compiono le montagne ed i boschi anno dopo anno, germina la Vita Potente e Imperante! Ovunque, ho detto; e dove c’è Vita, c’è abbondanza. Ma chi si sta spegnendo dentro, la Vita non la vede, perché noi siamo lo specchio di quello che portiamo nel cuore, non lo specchio di quel che dona la Natura, la Vita.
E se un cuore è incupito e grigio, ripiegato su se stesso, chiuso, non vede più nemmeno la luce del Sole, anche se è calda e potente! Compaiono nubi a nasconderla. Preferisce non guardarla e si maschera con lenti fltranti. Viaggiamo su nastri meccanici che ci portano agli scaffali dove la protezione solare 60 si vende per spalmarsi e impermeabilizzare l’anima alla Bellezza e all’ Abbondanza; sia mai che filtri qualche raggio di Luce oltre le memebrane grigie che ci avvolgono e ci soffocano, e magari ci ridiano anche il colore della Vita. Sia mai!!

La Ricchezza è ovunque attorno a noi; la Natura prospera dall’alba dei tempi e l’Umanità ha conosciuto epoche in cui sapeva rendersi conto di essere immersa nella prosperità più fertile ed esplosiva!! In un tempo lontano i cuori degli esseri umani erano aperti e sapevano accogliere l’Abbondanza! Per questo traboccavano di Conoscenza e di Bellezza ed il Mondo rimandava alle loro mani e ai loro occhi, esattamente ciò che avevano nel cuore. Erano le epoche dell’Oro e dell’Arte più alta, della Poesia e dell’Amore Assoluto.

Il meccanismo è lo stesso, le Leggi sono sempre quelle, perché noi funzioniamo così: “Come dentro, così fuori e come in alto, così in basso!”; ma i frutti che sappiamo produrre nella maggior parte dei casi oggi dentro di noi, grazie all’indottrinamento continuo, beh… puzzano di timori ammuffiti, di egoismo stantìo, di polpe disidratate dall’arroganza e dalla supponenza, di succhi incrostati di paure covate nei petti come larve di mosche, e di effluvi maleodoranti di cervelli spenti da ore passate a contemplare schermi demoniaci; puzzano di corpi in posizione orrizzontale, sulla via dello spegnimento ancor prima di esser morti e sepolti.

E osservano un mondo impestato da malattie e da guerre, perché gli occhi oramai hanno le camole che zompettano nelle iridi, anziché saper vedere la Bellezza del Mondo. Non può nascere la visione dell’Abbondanza in occhi malati e infossati nel nulla di un cellulare o di un televisore; al massimo quegli occhi possono vedere il buio dei loculi nei quali si trovano rinchiusi; i nasi possono annusarne le spore delle muffe verdognole ed i polpastrelli tastare le pareti fredde grondanti mucillagini umide. Questo può fare la gente, oggi, con quello che si coltiva giorno per giorno nel cuore!! Altro che vedere la Bellezza e l’Abbondanza!!

Ma occorre sapere che nessuno obbliga nessuno a coltivarsi la Morte nel cuore!! E’ una scelta! Ognuno raccoglie quel che semina, a proposito di parabole. Perché la Natura non ha mai smesso di essere Viva, Generosa e fertile di doni immensi!! Il singolo che ha preferito seguire i pifferai e farsi portare nelle fogne come tanti altri che si fanno trattare come topi, anziché come uomini e donne, ha scelto di fare quella fine, anziché vivere da Essere Umano!!
E’ una scelta quella di entrare nella casetta del bosco, a proposito di fiabe, e decidere di seguire le comode vie fatte di veleno camuffato da zucchero a velo e marzapane; è una scelta quella di decidere di farsi la scorpacciata di dolcetti e leccornie, mentre la strega prepara il forno per fare l’arrosto di carne umana. Una scelta spesso non facile, direte voi; questo è vero, ma se si guarda alla ricompensa, in un senso o nell’altro, nel bene e nel male, direi che è una scelta che richiederebbe un po’ più di ponderata accortezza, quantomeno e che comunque vale la pena fare con senso di responsabilità. L’allegro carnevale di gente che si mette in fila per seguire il pifferaio e pagare il pedaggio per la fogna, con un batuffolo di cotone infilato nel naso, o con un cellulare sempre in mano, non è un buon auspicio. Si ripeteranno le occasioni di fare queste scelte; cerchiamo di essere pronti, questa volta.

La Vita è un dono sacro e sa essere generosa; estremamente generosa, purché la si riconosca, la si rispetti e la si ami come è dovuto. Ed amare, preservare la Vita, è il primo passo per vivere un’ esistenza prospera, in salute e in pace. Per amare la Vita ci vuole però il coraggio di non ascoltare le musichette rincoglionenti; ciò che è fondamentale fare, è reimparare a riconoscere quella mediocre musichetta ipnotizzante, dalla Vera Bellezza; quella che porta alla vera Abbondanza e all’immensa generosità di cui la Vita è dispensatrice. Basta allenare i sensi ad osservare la Natura, come prima cosa. Occorre riacquistare quella fiducia che l’abitudine alle melodie ipnotiche e alle casette di marzapane che guastano l’anima e i denti, ci hanno disabituati a coltivare. La fiducia è necessaria, altrimenti non si va da nessuna parte.
Chi coltiva la fede nella Vita coltiva anche la prosperità, l’Abbondanza; chi coltiva la delusione, il senso di colpa, la paura, il senso di mancanza e la vergogna, si coltiva la Morte. Si può sempre scegliere, purché si sia consapevoli di chi si è, dove ci si trova e in che direzione si sta andando. Per capire in che direzione si è diretti, basta ascoltare per qualche minuto al giorno cosa coltiviamo nel nostro cuore, dove siamo spinti, che cosa ci condiziona. Se quello che sentiamo è senso di mancanza, paura ed angoscia, non è un buon segno, ma c’è rimedio, purché lo si voglia capire. Se sentiamo fiducia e pace, allora siamo sulla buona strada. Ma per capire, occorre fermarsi e ascoltare. Prima di finire nella fogna, insieme a tutti gli altri topi che seguono il pifferaio possibilmente, perché non so se si è capito, ma per chi non si sveglia, non c’è ritorno.
Scarica la guida per capire che cos’è la vera Ricchezza



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