Io non so voi, ma a me sta storia che la gente chiama “Amici” persone che non hanno mai visto e che hanno contattato sì e no per una volta o due sui social, mi sa tanto di pochezza. Io lo so che possono nascere delle vere e proprie amicizie virtuali, fra gente che non si è mai vista di persona, nemmanco una volta nella vita… questo lo so, ma comunque, per me, la parola “Amico” o “Amica”, sono sacre e le uso solo per persone che veramente so che CI SONO.
So che ci sono quando non ce la faccio più a tirare avanti, quando non so dove sbattere la testa, quando devo fare l’ennesimo sfiancante trasloco, quando sto male, quando mi piego in due dal dolore, fisico o meno, non importa.
So che ci sono quando io sono estremamente noiosa e poco allegra, perché magari mi trovo in difficoltà concrete, reali, contingenti; o quando combino cazzate e li chiamo alle due di notte e loro si presentano, con la maglia del pigiama e i jeans messi a rovescio. Li chiamo Amici perché da loro non vengo giudicata, perché so che loro ci sono sempre e nonostante tutto, anche nonostante i miei difetti.
Li chiamo Amici perché so che loro ci sono quando devo piangere la morte di uno di loro, o di un’altra persona cara, o quando devo curarmi una malattia e quando devo inventarmi un lavoro, una nuova vita e tutto, ma proprio tutto si presenta molto, ma molto difficile, doloroso ed estremamente in salita… ma loro, ci sono. Ecco, solo questi io chiamo Amici.
E li chiamo Amici anche quando tutto va bene, quando si può festeggiare davvero per qualche cosa di incredibile, per qualche evento mirabile, inaspettato e molto, molto felice che mi è capitato o che è capitato a loro! Quando accade qualche cosa di veramente bello, io chiamo loro, e loro ci sono. E li chiamo Amici perché so che per loro io rinuncerei a quasi tutto, pur di esserci per loro, sempre, nei momenti belli e in quelli brutti. Li chiamo Amici perché so capire al volo quando nelle loro vite le cose vanno bene o vanno male, anche senza che loro me lo dicano, e anche in quei casi non faccio nessuna fatica a presentarmi alla loro porta, per esserci. E loro lo hanno fatto per me, tante volte.
Li chiamo Amici perché se ho il sentore che magari non ce la fanno, ce la faccio io per loro, con loro, esattamente come hanno fatto tante volte loro per me. Li chiamo Amici perché quando ce n’è bisogno, vado e li abbraccio a lungo e perché loro, quando ce n’è bisogno, vengono e mi abbracciano a lungo, senza tante chiacchiere e senza tante menate.
Li chiamo Amici perché insieme ne abbiamo viste di cotte e di crude, in tutte le salse e perché avremmo avuto mille volte mille motivi per mandarci reciprocamente affanculo, però non lo abbiamo mai fatto, nonostante io sia io, e nonostante loro siano loro. Solo questi io chiamo Amici e sono davvero pochi, pochissimi… li conto sulle dita di una mano.
E tutto il resto, per me, è inutile finzione.
IL MIO LIBRO



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