Ci ho pensato bene in questi ultimi anni; quel che abbiamo di più sacro è l’Immaginazione. Sono giunta a questa conclusione perché tutti i testi sacri parlano di come gestire pensieri ed emozioni; proprio tutti parlano di questo, non so se ve ne siete mai accorti mentre ascoltavate le omelie domenicali. Ma se è così, allora parlano di immaginazione. Il pensiero è immaginazione e dal pensiero nascono le emozioni. Sono anche giunta alla conclusione che se è così, allora tutte le nostre emozioni sono sacre, comprese quelle peggiori, quelle che nelle fiabe vengono idealizzate come il drago, la strega cattiva, la matrigna bastarda, o il nano malefico.

E’ sacra la paura ed è sacro l’odio nella stessa misura in cui è sacro il coraggio ed è sacro l‘amore. E quando noi impariamo ad essere clementi con noi stessi, anziché continuare a fustigarci e a indossare cilici in onore del tanto declamato senso di colpa che inneggia alla vergogna e all’umiliazione, smettiamo di voler uccidere i draghi e impariamo a controllarli, con decisione, certo, ma senza farli fuori; perché i draghi, le streghe, le matrigne ed i mostri sono parte di noi e non è mai una buona idea ammazzare una parte di noi stessi. Molto meglio imparare a controllarli, a mettere le briglie e tenere salde le redini, oppure, come fa la Vergine Maria, tenere il serpente sotto i piedi (ma se ci fate caso è pur sempre un serpente vivo e che si agita) o come fa San Michele, che il drago lo soggioga con la spada, ma non lo ammazza.

E dovremmo imparare ad usare la spada per discernere, per capire dove sta la linea di confine, per comprendere come si fa a volerci un po’ più di bene… a noi stessi, intendo, prima ancora che a tutti gli altri. La spada è questo che simboleggia; è lo strumento che sa “dividere” ciò che va fatto, da ciò che non va fatto, ciò che è buono per noi, da ciò che è dannoso per noi. La spada nelle mani di un Arcangelo è uno strumento potentissimo, ma se va nelle mani di chi la usa per tritare la cipolla, non serve a molto altro se non a fare il sugo. E vi racconto questa cosa perché io ste robe le ho capite leggendo Parsifal e il Mito di Dafne e Apollo, o le fiabe di Biancaneve e la Saga di Re Artù; mica guardando le messe domenicali in televisione. Eppure, le messe, è anche a questo che dovrebbero servire: a comprendere dove sta la verità, a capire come è meglio comportarsi per il bene di noi stessi, anziché per il bene di pochi che di mestiere fanno i “magnoni” da secoli e secoli.

IN virtù del fatto che l’immaginazione è sacra, lo sono anche le nostre emozioni, ma occorre capire bene: la paura è sacra finché non lasciamo che ci divori, l’odio stesso è sacro finché lo sappiamo tenere a bada nella sua caverna oscura, dove ogni tanto, se anche sputa fuoco, non danneggia nessuno. L’invidia è proprio meglio lasciarla seccare un po’ come una pianta infestante, ma anche quella, non va sterminata, ma tenuta sotto controllo. C’è un’ottimo trattamento per controllare l’invidia; l’ammirazione. Finché c’è invidia, c’è anche la possibilità di trasmutarla in qualcosa di meglio; se la fai fuori, finisce il gioco. Passa ad ammirare chi ti fa nascere invidia, e hai agito come farebbe un buon Cavaliere, dividendo con la tua spada ciò che è meglio per te e per il tuo prossimo, da ciò che ti danneggia e danneggia anche gli altri.

PARSIFAL

E la paura che è andata e va tanto di moda di questi tempi? Idem; la paura la puoi trasformare in sfida e la sfida in coraggio. La paura ti debilita, la sfida ti fa muovere. La paura è morte, la sfida è vita. San Michele approverebbe. Ti ho parlato di queste cose perché a me ha fatto molto bene capirle e mi è sembrata una buona idea raccontartele, prima che me ne dimentico e per dirti che se qualcuno ti parla di “Immaginazione” come qualche cosa di sacro, non ti sta prendendo per il culo con una formuletta ad effetto filo new age; tutt’altro!! Sta cercando di metterti una spada affilata in mano; poi sta ad ognuno imparare ad usarla o meno… perché una spada pesa e costa fatica.

13 risposte a “Ciò che abbiamo di più sacro”

  1. […] 27/08/2023 Elena Delle Selve Lascia un commento Ciò che abbiamo di più sacro […]

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  2. Avatar ishramit

    Nella versione della leggenda di San Giorgio di Jacopo da Varazze, la principessa torna nella città tenendo il drago al guinzaglio…

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Esattamente!! Ottimo contributo! 💚💚💚💚🌻🌻🌻💛💛💛💛

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  3. Avatar Le perle di R.

    Dipende in quali termini ti parlano di immaginazione però, e da quale pulpito. Quello da te citato ha il suo perché, e sono io per prima a cercare ogni giorno di imparare a padroneggiare alcune emozioni per imparare a vivere meglio, con me stessa prima di tutto; ma se te ne parla qualcuno che non ha la più pallida idea di cosa stiamo parlando qui, adesso… Dargli credito diventa alquanto difficile 😉

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Tu, ad esempio, cosa intendi per “immaginazione”?

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      1. Avatar Le perle di R.

        Credo di non avere una definizione precisa, non ancora almeno. Penso che sia una componente importante della vita di ognuno di noi poiché nasce dalle nostre menti e la mente governa tutto quello che siamo, dentro e fuori. Penso che è importante gestirla, come dicevo poc’anzi, per raggiungere un benessere psico-fisico. E penso che ho ancora tanta strada da fare e tanto da scoprire ed apprendere prima di poter dare una risposta che mi dia quantomeno la sensazione di essermi spiegata come davvero volevo.

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      2. Avatar Elena Delle Selve

        Chi sa mettersi in gioco e comprende l’importanza di fare seriamente un lavoro di ricerca, secondo me ha già vinto. 🌻L’immaginazione ci consente di creare immagini dentro di noi che nella realtà ancora non esistono; ci permette di visualizzare e di creare connessioni, collegamenti con ciò che conosciamo. IN questo modo possiamo accedere a ciò che ancora non conosciamo, creando pensieri, situazioni e anche oggetti che non sono mai stati creati prima e questo, a quanto pare, è una prerogativa della sola specie umana… almeno per quanto ne sappiamo. L’immaginazione è alla base del lavoro degli artisti, di chi crea qualche cosa che prima non c’è mai stato; degli artigiani, degli architetti, degli ingegneri, degli scienziati (quelli veri, non quelli che agiscono secondo la nuova dottrina scientista)…; in poche parole delle menti libere da preconcetti e da convinzioni limitanti. Saper gestire le emozioni, come dici tu, significa saper gestire il pensiero e indirizzarlo verso qualche cosa di buono per noi e per gli altri, attimo dopo attimo. Non è un lavoro semplice, ma chi allena l’immaginazione si trova in notevole vantaggio; le fiabe e certi testi particolari, insegnano a fare questo. 💚🌻Se proviamo a immaginare (appunto) un mondo dove l’uomo non è in gradi di immaginare, penso che ci troveremmo in un contesto sociale simile a quello che regola un branco di primati e vivremmo ancora allo stato brado, come gli animali selvatici; è un’ipotesi, ma non poi tanto campata in aria.

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  4. Avatar Mario Angelo 🌳🌹

    Buona domenica Elena!🖐️😊☺️🏞️

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Ciao Mario Angelo. Scusa, ma il tuo commento era finito inspiegabilmente fra lo spam. 💚🌻

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  5. Avatar almerighi

    Uno degli slogan più abusati alla fine degli anni sessanta è stato “L’immaginazione al potere”, ma penso che il potere dell’immaginazione sia diventato un fatto privato, ognuno pensa di averne, ma forse è un abuso anche questo.

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    1. Avatar Elena Delle Selve

      Molto dipende dalla consapevolezza con la quale il singolo sa immaginare; l’immaginazione degli anni sessanta, ovvero la consapevolezza di avere un grande potere per le mani (o meglio, nella mente) l’hanno spenta con le droghe, poi è arrivata la televisione e il colpo di grazia, oggi, lo hanno dato con i social. Droghe, televisioni e social sono ottimi strumenti, che se usati per fini etici e puliti, possono essere fonte di salute e crescita, ma se li usi con la consapevolezza di un bambino di tre anni, ti portano alla morte, fisica, spirituale e cerebrale. Tutto è potenzialmente uno strumento di crescita, a patto che venga usato con piena consapevolezza. UN bambino tende a delegare ad altri la responsabilità di se stesso; non agisce, non decide e si limita a subire. Eppure, nessuno come un bambino ha un’immaginazione potente e sviluppata; ma il bambino è fragile e se cade nella mani sbagliate, viene diseducato all’immaginazione… e così si spegne e, utilizzando tutti gli strumenti di cui sopra, (oggi ai bambini troppo attivi vengono dati gli psicofarmaci per farli stare buoni) diventa il numeretto di matricola utile per gli scopi di una società paragonabile a un allevamento di bovini, mi si perdoni la licenza poetica. Quindi, negli anni sessanta ci si stava risvegliando, ma qualcuno ha preso le misure utili per evitare che la cosa prendesse troppo piede. Oggi il pericolo non pare esistere più; le mucche ruminano senza sapere cosa mangiano, sono mansuete e vanno al macello volentieri, con tanto di firma di consenso.

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      1. Avatar almerighi

        vero ma… sappiamo immaginare, o crediamo di saper immaginare?

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      2. Avatar Elena Delle Selve

        Tutti potenzialmente sanno immaginare, ma come tutte le capacità mentali, l’immaginazione va allenata. Se tu non usi mai il tuo cervello, e lasci che gli altri ti insegnino a fare tutto, che ti guidino, ti dicano passo, passo cosa devi fare, il tuo cervello si atrofizza. Ha i sentieri neuronali già tracciati, non forma nuove connessioni sinaptiche e si limita a fare quello che ha sempre fatto, a pensare come ha sempre pensato, di solito come gli hanno insegnato a pensare, perché è più comodo. Ognuno ha potenzialmente uno strumento favoloso a disposizione, ma non lo sa, perché non lo usa. E’ come avere trenta milioni di euro sepolti in cantina e vivere con 1000 € al mese, perché non sai che lì sotto ci sono tutti quei soldi; non sei mai sceso in cantina, non hai mai spostato nulla, non hai mai cercato nulla. Quindi la tua ricchezza rimane lì intatta… e tu vivi da povero, lamentandoti come un povero, morendo povero, spesso come uno schiavo. Tu hai la ricchezza a portata di mano, ma siccome non la cerchi, non la scopri, non la puoi usare. Funziona così. La nostra ricchezza, la ricchezza dell’essere umano è in quella parte divina che è in ognuno di noi e si chiama capacità di pensiero, ovvero, immaginazione. Ed è una responsabilità esclusivamente personale imparare ad usarla, o lasciarla ammuffire in cantina.

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