Le fiabe non sono quello che sembrano; o meglio, le fiabe non sono quello che ci hanno raccontato che sono. Esistono storie e storie e alcune storie sono più potenti e ricche di altre. Fra le storie molto potenti, io direi che le fiabe possono essere messe allo stesso livello dei testi sacri, perché è questo che sono, anche se nessuno ce lo ha mai detto prima. Come l’ho capito? Ma è semplice; altre storie, come quelle contenute nella Bibbia, o nella Bhagavad Gita, ma anche nei testi dei poeti e filosofi latini e greci, come le Enneadi, o le Metamorfosi e altri… in alcuni casi sono ufficialmente riconosciute come “sacre” e se tu impari a leggere le fiabe in un certo modo, ti rendi conto che portano nascoste fra le righe i medesimi messaggi che sono presenti in questi testi. Questo vale anche per i Miti, ovviamente. Da qui ho dedotto che anche le fiabe sono dei testi sacri; a dirla tutta, le fiabe sono dei testi iniziatici.

Cosa sono i testi iniziatici? Sono quei testi particolari, molto particolari, che non hanno un autore e che non si capisce bene da dove arrivano, perché sono presenti in tutto il mondo nella loro struttura archetipica, seppure in varianti narrative diverse, dall’alba dei tempi. E sono dei testi iniziatici perché se ti ci addentri, ti portano inevitabilmente su un cammino che tende ad andare verso l’interno di te stessa, ma anche verso l’infinito; proprio così! Le fiabe toccano la tua parte spirituale più profonda. Lo fanno senza che te ne accorgi e se ti sai affidare, ti sanno portare lontano, molto, molto lontano.
Una Vera Fiaba (e ho già fatto il distinguo fondamentale e importante fra Fiaba e Favola) è potenzialmente un testo che non finisci mai di leggere; ora, questo i bambini, se ci fate caso, lo sanno. I bambini vogliono che tu legga loro sempre la stessa fiaba. Sempre la stessa, finché ad un certo punto cambiano e poi ne vogliono un’altra, sempre quella, per lunghi mesi. Loro sanno. Perché le fiabe sono testi che noi leggiamo ai bambini, nell’illusione che sono adatti a loro; in realtà sono testi magici che mentre un adulto li legge ai figli o ai nipoti, lavorano anche dentro di lui, nel profondo.

La differenza fra noi e i bambini è che i bambini “intuiscono” che cosa sono veramente le fiabe, perché non hanno ancora costruito filtri e convinzioni che le relegano e le incasellano in un genere letterario preciso, o in un tipo di testo adatto ai più piccoli, più che agli adulti e così via. Questi sono solo paletti e sono per lo più falsi paletti. Loro, i bambini, sanno che sono testi che lavorano nel profondo dell’animo umano, anche se non lo sanno razionalizzare, ma lo sanno perché lo sentono. Non hanno bisogno di paletti, di filtri. Noi adulti no, questa verità non la sappiamo focalizzare e stentiamo a crederci, perché nessuno ci ha mai detto questa cosa, mentre ce ne hanno dette altre ben precise e un adulto tende a fidarsi solo di ciò che gli è sempre stato insegnato, soprattutto se sono nozioni semplici, chiare, che non richiedono ragionamento.
Più una balla sembra logica e meglio viene accettata. Di questi tempi, poi, dove si accettano anche le balle più irragionevoli e assurde, in nome dell’handicap legato al “non-pensiero“, capirai anche tu che una balla, che si logica o meno logica, passa per vera senza doverci pensare mezzo secondo. L’importante è che venga ripetuta abbastanza spesso. Ebbene, io questa balla ho smesso di accettarla nel momento in cui ho capito che in una Vera Fiaba, nel Vero Testo di una Vera Fiaba, c’è nascosto un mondo!
Ed è accaduto per caso; c’è chi in un momento di difficoltà si passa il tempo scrollando tick tock e facebook perché non ha voglia di pensare, e chi come me si dedica alla lettura di testi considerati “leggeri“. Siccome non sono tipo da Harmony (senza nulla togliere agli Harmony), quando voglio rilassarmi, quando voglio smettere di pensare per un po’ ai casini del quotidiano, io mi leggo le Fiabe o i Salmi.

C’è un motivo se mi butto su questo tipo di testi: mi calmano, mi rilassano, mi confortano e mi aiutano a ridimensionare, ad essere più lucida, a vedere le cose per quelle che sono. Mi obbligano a fare dei viaggi in terre che mi porto dentro, ma che non conosco. E sono viaggi avventurosi e molto, molto avvincenti e interessanti. E’ un po’ come quando ti metti a parlare con una persona che sai che ti capisce veramente e in modo profondo; tanto profondo e tanto corrisposto che hai la sensazione di potertici specchiare. A volte è estremamente fastidioso, ma le vuoi bene e allora continui il rapporto. Ecco, per questo in un mio post precedente ho detto che le fiabe sono uno specchio.
In realtà tutti noi siamo lo specchio per gli altri e gli altri lo sono altrettanto per noi, nel bene e nel male, ma le fiabe hanno la medesima funzione in modo meno problematico, più discreto e forse più completo. Perché dico questo? Perché in un’unica fiaba ci puoi trovare milioni di persone, milioni di situazioni, milioni di idee. Io ho sempre più la sensazione che le fiabe sono “vive”, esattamente come lo siamo noi, ognuno di noi. Ho la sensazione che sono vive ed estremamente affidabili, ammesso che siano Fiabe Vere, originali, non contraffatte. Questa strana sensazione deriva proprio dal fatto che ho spesso la netta sensazione che “mi parlano”, mi “rispondono” con una coerenza e una lucidità che di volta in volta mi lascia esterrefatta. Sulle prime mi sono chiesta come fosse possibile, perché è un fenomeno incredibile davvero, mi darai atto!! Eppure è così e più mi ci addentro è più è incredibile!

Se mi leggo una Fiaba Vera che ho già letto decine di volte, ma in una determinata predisposizione d’animo, con determinati pensieri in testa, che derivano di solito da quello che mi accade nel quotidiano, la Fiaba risponde con coerenza e precisione. Le Fiabe Vere danno risposte in tempo reale, un po’ come accade con i Salmi, o con i Vangeli. E’ pazzesca sta cosa, no?! Le danno con i personaggi, con i temi, con i collegamenti che ti riescono a creare di volta in volta fra le varie idee, fra i vari ragionamenti che nascono spontanei. Ti rendi conto che tutto è correlato, che tutto fa parte di una logica di fondo, di un Disegno. Ma per poterla capire bene sta cosa, occorre provarla, almeno una volta. Non sono mai le stesse risposte e di volta in volta sono coerenti con le domande che mi frullano in testa.
Capirai che andando avanti di domanda in domanda e di risposta in risposta, a lungo andare davvero ti sembra di parlare con una persona viva; solo che questa persona è molto più vecchia di me, molto più saggia… ha molta, molta più esperienza e ha in realtà una saggezza infinita. Non sbaglia mai una risposta! Mai! Semmai sono io che faccio confusione con l’interpretazione che posso dare alla sue risposte, ma lei no, non sbaglia. E con il passare del tempo mi rendo conto che ad ogni passo, la Fiaba Vera mi ha già dato molte risposte senza che io me ne fossi accorta. Mi affiorano dopo, magari a distanza di ore, o di giorni… come dei fiori di loto che si erano nascosti sotto la superficie dell’acqua e che all’improvviso hanno deciso di schiudersi e rendersi visibili nella loro evidente chiarezza, nella loro purezza.

Ogni risposta è un po’ come quando un bambino sta imparando a parlare una nuova lingua; ogni volta si capisce qualche concetto in più, un vocabolo nuovo, un idea che prima non c’era e che all’improvviso affiora alla mente, anche se non capisci bene da dove arriva. Alla fine, senza esserti resa conto, hai imparato un nuovo linguaggio, un nuovo idioma fatto di simboli, di messaggi nascosti fra le righe, di concetti che richiamano Leggi Universali e di Leggi Universali che ti spiegano anche i minimi concetti.
Le fiabe ti rendono senza dubbio più sveglia e più pronta a captare le cose del mondo, anche quelle che forse alla maggior parte della gente sembrano di scarsa importanza e che invece sono fondamentali. Ti permettono di riconsiderare le emozioni, i sentimenti, le persone, i ruoli che ti porti dentro. Ti permettono di re-innamorarti di te stesso, o di te stessa e di dare un’altra possibilità alle anime di chi ti circonda, perché riesci a vederle per quelle che sono, ovvero altri specchi di te stesso, o di te stessa. Una roba come questa, quando ho cominciato a rilassarmi con i libri di fiabe in mano, non me la sarei mai aspettata. Penso valga la pena condividerla.


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