La prima fiaba che mi hanno raccontato si chiama “Sette volte bella”, ma chi me la raccontava diceva “Siebenmal schön”, perché la narratrice era mia nonna paterna, e lei le fiabe le raccontava in un antico dialetto tedesco. E questa è la fiaba che preferivo in assoluto. Ognuno di noi ha una fiaba preferita e c’è sempre un ottimo motivo. IN seguito fu Hansel e Gretel.
Ora, questa fiaba che mi veniva raccontata nelle sere d’autunno, mentre il fuoco crepitava nella stufa e noi bambini eravamo radunati attorno a un tavolo d’abete massiccio a pelare le caldarroste, non era la solita fiaba. Nella sua trama si può dire che forse era una versione antica della Bella e la Bestia, ma mia nonna ci raccontava particolari davvero raccapriccianti con un suo modo melodrammatico che poteva fare le scarpe a tutti gli attori che oggi si reputano “professionisti”. Lei DIVENTAVA la fiaba.

Indelebile è l’immagine della protagonista, l’ultima di tre sorelle, costretta a intraprendere un viaggio su una carrozza orribile, vecchia, decrepita e ammuffita; trainata da sei cavalli neri ricoperti di piaghe e croste su tutto il dorso, che galoppano sbavando schiuma verde, attraverso un tunnel infernale dalle cui pareti trasudano effluvi maleodoranti e sulle quali stanno aggrappate tutte le bestie più demoniache e immonde che si possano immaginare. La compagnia della protagonista a bordo di tale carrozzone grottesco e orripilante? Un orso. Proprio così; un orso terribile e feroce. La fiaba raccontata da mia nonna oggi avrebbe tutti gli animalisti contro e pretenderebbe una revisione favolistica, ma voi dovete capire che un tempo, incontrare gli orsi nei boschi era terrorizzante e basta. Non c’erano tutte le campagne di sensibilizzazione che ci sono oggi e la gente temeva lupi e orsi, molto più di adesso, forse anche perché ogni tanto un cristiano spariva e se ne trovavano solo i resti.

Insomma, la vicenda si snoda in un contesto per nulla rassicurante ed è strano come adesso, da adulta, la scena che mi è rimasta più impressa di tutta la fiaba, non è lo sposalizio della principessa con l’orso, che altri non era se non un Principe al quale una strega malvagia aveva fatto un incantesimo malefico, bensì proprio questa del viaggio sulla carrozza infernale. Una cosa è certa; col senno di poi, aver avuto una nonna che sapeva raccontare, mi ha temprata abbastanza da prepararmi alle brutture della vita e a capire come gestirle ed affrontarle. UN inferno come quello che lei mi raccontava, lasciava poco spazio all’immaginazione, anche di un bambino; peggio di così, non si poteva. Eppure alla fine tutti vissero felici e contenti; qui sta la potenza delle fiabe, rendiamoci conto!!!!
In una fiaba tutto è molto, molto difficile fin da subito; l’eroe o l’eroina di solito parte malissimo. O è orfano/a, o è povero/a, o è un po’ scemo/a e messo da parte da tutti. Gli eroi e le eroine delle fiabe, gli stessi che diventano principi e principesse ricchissimi e fortunatissimi alla fine, partono SEMPRE da sfigati e bisogna ricordarselo. Ma non da una condizione di sfiga qualunque, intendiamoci; ma dalla quint’essenza della sfiga, proprio!!!
Ma allora, quando mi chiedono a che cosa servono le fiabe; quando la gente vuole sapere perché ci lavoro tanto, perché sono tanto appassionata di questo genere letterario, io oggi rispondo sempre allo stesso modo: le fiabe sono dei testi che vanno bene per tutte le età, ma che oggi è roba per adulti, innanzitutto; questo bisogna cominciare a chiarirlo. E agli adulti, le fiabe servono a vedere il mondo con gli occhi limpidi di un bambino, perché solo un bambino sa esattamente se e quando è in atto un incantesimo; un bambino capisce se quello che sta vivendo è pura illusione, gioco, o è realtà. Il bambino sa quando “si sta facendo finta che”, o quando non si sta giocando per niente. E saper discerne gli incantesimi quando si innescano, è fondamentale per non finire in padella e venire divorati dal mostro; le fiabe insegnano a fare questo.
UN bambino che legge una fiaba, è tranquillo, perché sa che ad ogni enorme e mostruoso problema che la vita presenta all’eroe o all’eroina di turno, che sia di salute, di denaro o di relazione, c’è sempre più di una soluzione valida pronta per essere messa in atto. Sta all’Immaginazione del protagonista attuarla. Sempre, esattamente come accade nelle fiabe. Paradossalmente, nelle fiabe c’è rimedio anche alla morte, se ci fate caso; Biancaneve muore tre volte, prima di diventare Regina. Le fiabe servono a ricordarci che occorre concentrarsi sulle soluzioni, non sui problemi.
Se Hansel e Gretel si fossero fatti cucinare dalla Vecchia Strega, per prima cosa non ci sarebbe stata storia, non ci sarebbe stato viaggio, non ci sarebbe stato granché gusto. Invece loro si alternano nella ricerca della soluzione dei problemi; ci provano, sempre e non smettono mai. E alla fine la Vecchia finisce arrosto nel forno, e loro tornano a casa con i gioielli per vivere felici e contenti con il padre. Guarda caso, la madre che li voleva abbandonare nei boschi, nel frattempo è morta pure lei. Tutto va al suo posto, purché si continui a cercare e praticare soluzioni. Le fiabe invitano continuamente all’azione, perché l’azione è Vita, mentre la staticità è della Morte. Le fiabe invitano a Vivere felici e contenti.

Quindi le fiabe ci insegnano con quale approccio va affrontata la vita; spesso ci insegnano proprio come si fa a uscire dai casini e più sono grossi i casini, più le fiabe ci raccontano soluzioni efficaci. I livelli di lettura dei testi sacri si affinano e si rivelano man mano che la vita ci mette di fronte alle prove più ardue. Il nostro personalissimo viaggio dell’eroe lo compiamo tutti e tutti i giorni, con le nostre personali battagli da portare avanti; occorre però ricordarci che non lo compiamo da soli, anche se spesso può sembrare così. I nostri personalissimi viaggi hanno degli alleati potenti e ci parlano e ci aiutano ogni volta che li andiamo a interpellare attraverso questi testi. Ma occorre interpellarli per ottenere aiuto. “Chiedi e ti sarà dato”.
Altri prima di noi hanno visto cose orribili e altri prima di noi hanno trovato soluzioni mirabili. Attingere a quel bacino di esperienze universali che parte dall’alba dei tempi della vita umana, ci rende forti, ma soprattutto consapevoli. A questo servono le fiabe; a questo serve comprendere la potenza delle Leggi Universali. Più sono terribili le storie che ci raccontano le fiabe, i miti e la Bibbia, e più ci sono utili. Sono lo specchio di noi stessi, di ogni singola parte di noi e ci insegnano come va gestita.

IN questi testi non esiste tempo, non esiste spazio. Esiste la Conoscenza di milioni di anni di esperienza umana alla quale poter attingere. Quel che si può scoprire attraverso questi testi, credimi, è di una potenza che nemmeno ti puoi immaginare!!! Per questo oggi persiste un incantesimo che relega le fiabe nella stanza dei bambini, dove gli adulti insistono a ritenerle storielle da infanti. Niente di più falso, credimi!! Se tu comincia a farle tue, ad entrarvi dentro, ne esci che sei un Gigante; niente più timori, niente più paura, niente più malattie, niente più debolezza, niente più sensazioni di non potercela fare. I livelli di lettura profondi di questi testi ti portano in una dimensione che davvero ti rende eterno, o eterna. Ma per comprendere, occorre provare.
Questa è la vera magia!! Ascolta una fiaba alla sera, prima di dormire; fallo tutte le sere e poi mi dirai. E’ una pratica semplice, ma proprio per questo, pochissimi la mettono in atto e ancor meno ne godono dei benefici. Ma tentare non nuoce, no? Unico vero scoglio: spegnere il cellulare, la televisione e altre stregonerie malefiche che, soprattutto oggi e di nuovo, hanno come scopo primo quello di addormentare la tua consapevolezza con un sortilegio nero. Ci stanno riprovando; non so se ti sei reso/a conto. Si può scegliere a che cosa votarsi; se a una magia bianca che ti porta a vivere felice contento/a, o a una magia nera e mortale. La scelta la si può fare sempre, soprattutto oggi.
Ora ti faccio un appello accorato; è necessario e ne farò altri. Gli incantesimi continuano; sono oscuri e riprendono a cadenza serrata, se ci hai fatto caso. Non farti addormentare di nuovo; sii vigile e guardati allo specchio; non ascoltare le sirene ammaliatrici e mantieni la tua rotta. Cerca e comprendi!! Lascia che maghi, streghe e fattucchiere malefiche gettino i loro sortilegi dove vogliono con le loro magie nere, perché se tu sei presente, se sai esattamente cosa stanno facendo, non ti possono toccare. La tua spada, la tua arma è la consapevolezza. Coltivala e falla crescere, proteggila dai condizionamenti, dagli attacchi oscuri e preservati la Vita.
Osserva il sole quando sorge, ogni tanto, e ringrazialo senza pensare a nient’altro. La Luce è nostra alleata in questi tempi bui; basta poco per spazzarli via! Auguro di cuore lunga vita e prosperità a tutti i guerrieri e a tutte le principesse coraggiose. ❤️🔥❤️🔥❤️🔥🌻🌻🌻


Scrivi una risposta a valy71 Cancella risposta