Riascoltare Pasolini oggi, sapendo cosa è accaduto dopo questa intervista e che cosa è accaduto in Italia negli anni successivi e soprattutto negli ultimi 3 anni, personalmente fa venire un po’ i brividi. Ma “noi abbiamo buoni stomaci”, dice lui… ed è vero, altrimenti anche noi forse non avremmo resistito.
Lui era uno scrittore, un poeta, un vero intellettuale; forse l’ultimo vero intellettuale italiano, ed ha pagato con la vita la sua coerenza. A volte mi chiedo se all’epoca la gente sapeva ancora distinguere, se si faceva ancora delle domande, se sapeva comprendere la direzione nella quale si stava andando; penso di sì, altrimenti perché togliere di mezzo una figura come Pasolini, se non risultava scomoda, intendo. E in questo, la responsabilità per quello che è accaduto e sta accadendo, di quelli che dovrebbero essere oggi, ed essere stati in passato degli intellettuali italiani, è enorme! Scandaloso!!
Lo so, la versione ufficiale narra che è stato trovato morto dopo un pestaggio avvenuto per motivi passionali. E lo hanno finito passandoci sopra con una macchina, giusto per assicurarsi che fosse veramente morto. E non sono mai state trovate le prove che non fosse andata così.
Ma, ripeto, dopo quello che è accaduto in questi anni, dopo il delitto Moro avvenuta solo tre anni dopo la morte di Pasolini, dopo la pubblicazione del suo romanzo “Petrolio” dove denunciava la verità sulla morte di Enrico Mattei nel 1962, insomma, dopo tutto quello che abbiamo visto in seguito e negli anni, e soprattutto alla luce di quello che sta accadendo oggi, non so a voi, ma il dubbio a me rimane, e cresce. Il dubbio… il dubbio…
Ma quello che oggi mi fa davvero tristezza, lo sapete che cos’è? Il fatto che se si chiede a qualunque italiano medio se sa chi era Enrico Mattei e come e perché è morto, come è morto il giornalista De Mauro, e forse anche chi era Pier Paolo Pasolini, beh… io non lo so in quanti saprebbero rispondere, ecco. Ed è l’ignoranza e l’indifferenza il vero male di questo Paese; un’ignoranza che non accenna a frenarsi, ma che avanza, avanza, avanza come quel Nulla della Storia Infinita del libro di Michael Ende… che si mangia tutto.
E non so se ci rendiamo conto, ma non rimane molto tempo per salvare il salvabile. E a costo di diventare noiosa, a costo di sembrare pedante, ma in merito all’utilizzo dei media, Pasolini ci avvisò ripetutamente. Sentite cosa dice in merito alla televisione e alla responsabilità individuale. Io sono nata nel 1974; in 48 anni, le cose non sono migliorate… le cose stanno peggiorando, quindi a chi tenta di farmi passare per l’ottimista che dice che “va sempre tutto bene”, dico che non ha capito nulla del lavoro che sto cercando di fare.
Il senso critico non passa attraverso la lamentela fine a se stessa; il senso critico necessita di argomentazioni solide ed è queste che occorre costruirsi, se vogliamo ragionare sulle soluzioni. Perché è vero, a me non interessano le lamentele, ma sono molto interessata alle soluzioni! E quelle vanno trovate con ottimismo, innanzitutto, altrimenti non si va da nessuna parte! Se non credi di poter fare un passo, non lo fai e rimani dove sei. Crederci è fondamentale, in tutte le cose che si vogliono portare avanti! E non ci si crede facendo i disfattisti e i lamentoni!! Quello è il modo migliore per demotivare anche chi ti sta attorno, oltre che per togliere energia a se stessi. La mala abitudine più dannosa dell’italiano medio oggi è la lamentela!!
Non serve a nulla la retorica, lo schieramento destre sinistre, è sterile e dannoso, oggi. Oggi occorre agire uniti!! E prima ce ne rendiamo conto e meglio sarà per tutti. Occorre liberarsi da convinzioni incancrenite che ci tagliano le gambe!! Ognuno nel proprio piccolo, deve maturare una presa di coscienza forte, senza aspettarsi che altri lo facciano per noi, perché è un lavoro di coscienza personale che va fatto.
E’ un lavoro scomodo. Non serve a nulla la lamentela, e questo continuerò a ribadirlo, ma serve invece capire cosa sta succedendo! Serve conoscere i motivi storici per i quali sta succedendo!! E questo è un processo scomodo, perché per fare questo occorre metterci un impegno personale, ovvero ci vuole un po’ di fatica e di responsabilità, da parte di tutti.
Nessuna scuola o istituzione, o media, o social oggi lo farà per noi. Chi si illude di questo, chi si aspetta che qualcuno gli spieghi le cose, che lo prenda per la manina e lo porti verso la salvezza come un buon papà di famiglia, deve rendersi conto che non sarà così. Non lo è mai stato, in realtà, anche se ce lo hanno fatto credere. Occorre imparare a camminare da soli! E prima si comincia a crescere e meglio è per tutti.
Prima ci si affranca dalla mentalità del clientelismo, della corruzione, del favoritismo, della raccomandazione e della materna onnipresenza dell’istituzione che “ci pensa lei a tutto”, e prima ci liberiamo di questa falsa libertà e ne costruiamo una vera. Chi si comporta da schiavo è giusto che venga trattato come tale. Si può scegliere. Al massimo vengono dette solo le cose utili per confondere le idee. La consapevolezza è una conquista personale; non ci viene passata dall’INPS o dal sindacato o dal partito di turno!! Dalla consapevolezza può nascere una vita libera e prospera, per tutti, ma va conquistata.
Giusto per bilanciare e prevenire le dissertazioni di chi si vuole forse lanciare in questioni che riguardano questioni politiche, vi lascio anche un video di un intervista a Indro Montanelli, dove sostanzialmente al di là delle ideologie che potevano separare i due personaggi, dice più o meno le stesse cose che diceva anche Pasolini, pur trovandosi su fronti opposti, pur trovandosi su posizioni completamente diverse, ma il succo che emerge, è sempre lo stesso.
E noi è a quello che dobbiamo guardare; alla sostanza e alla verità delle cose, liberandoci dal falso indottrinamento politico di destre o sinistre!! Il divide et impera è la colonna portante di tutti gli imperi di regime!! E lo hanno inventato gli italiani, ricordiamocelo. Lasciamo ora perdere il discorso sulla corruzione e concentriamoci sul discorso della responsabilità personale; questa è la soluzione e noi è sulle soluzioni che ci dobbiamo concentrare.
Per cambiare le cose in Italia, occorre partire dai singoli italiani. Lo disse PASOLINI, LO DISSE MORAVIA E LO DICONO TUTTI I POETI E I LETTERATI CHE NEL TEMPO SI SONO TENUTI PULITI!! E lasciamo perdere il pessimismo della chiusa finale di Montanelli, che aveva ed ha ottimi motivi per esserci, ma che non ci possiamo più permettere di assecondare, a meno che non vogliamo farci spazzare via definitivamente. Dire le cose come stanno può far tremare i polsi, oggi, ma se tremano, vuol dire che siamo ancora vivi e che forse ce la possiamo sfangare!

Scrivi una risposta a Elena Delle Selve Cancella risposta