Facci caso: si chiama tessera sanitaria di assicurazione malattia. 🤣🤣🤣🤣 Ti assicurano la malattia, a vita, finché campi…sempre se campi!!! Nel senso che te la garantiscono!
Mi sono chiesta negli ultimi anni, quanto è vera la mia condizione di “cittadina libera”. La parola “cittadina” già mi sta stretta; io sono abituata ai boschi, ai piccoli borghi arroccati sui versanti delle montagne e la parola “cittadina”, mi spiace, ma non mi calza, non mi ha mai rappresentata. Lo so che ci hanno raccontato che la “cittadinanza” deriva dalla cultura greca, dalla “POLIS Democratica” e via dicendo. Rimane il fatto che a me sta parola mi sta stretta e quando una cosa ti sta stretta, significa che tanto libera non ti senti, a prescindere dalla narrazione etimologica che ci raccontano a scuola.

Poi ho capito perché la parola “cittadino” mi sta tanto sulle palle: non è solo per il fatto che io in città non ci vivo per scelta; non è questo. Il punto è che viene usata per illuderci; in sé non implica nessun diritto, se non quello di essere un consumatore, dipendente (o meglio, schiavo, visto il trattamento) di un’ente come lo stato (si noti che lo scrivo minuscolo) che è di fatto una corporazione di diritto privato. Ma come?!!😲😲😲😱😱😱😱 Un ente che ci dicono essere pubblico, in realtà è un ente privato??!!!!! Beh, è così! E adesso te lo spiego meglio, se hai la pazienza di leggere tutto. IN poche parole, “cittadino” oggi equivale a dire “schiavo”, o “numero di matricola” di un’allevamento paragonabile a quello di bestiame. Lo so, fa senso… è brutto, ma è la verità. E qui di seguito ti spiego perché dico che lo stato italiano è un’azienda che sottostà a normative di diritto privato.
IN tal senso, il famoso e famigerato “Numero della Bestia” che molti individuano con l’altrettanto famosissimo e satanico 666 dall’ Apocalisse di Giovanni, in realtà ce l’abbiamo appiccicato tutti addosso fin dalla nascita e se tu che mi leggi vuoi sapere qual’ è il tuo numero della bestia, basta che tiri fuori dal portafogli la tua tessera sanitaria. Sono sicurissima che ce l’hai; nessun “cittadino” ne è privo. Ora leggi il codice che ci sta scritto sopra; ecco, quello è il tuo marchio della bestia, quello che ti identifica come “merce scambiabile” di proprietà di un’ente privato che può fare di te un po’ come caspita gli aggrada. Esattamente come accade quando nasce un vitello e il veterinario appone la marca auricolare in una stalla di un’azienda privata. Tu te la porti in tasca, il vitello ce l’ha sull’orecchio; la differenza è questa. Solo questa. Per il resto, tu, in quanto cittadino appartenente all’azienda italiana, sei commercializzabile quanto un vitello. Lo so; è brutto da dire, è brutto rendersi conto, ma questa è la verità. E la verità cozza sempre contro l’illusione di essere liberi, mi spiace.

Il Numero della Bestia è solo il numero dell’Essere Umano Inconsapevole. Solo questo, quindi se ti spaventa tanto un numero che ti hanno raccontato che è satanico, renditi conto che te lo porti nella borsa, o nel taschino, o nel borsello da anni, autodefinendoti proprietà del Commerciante di Bestiame per eccellenza. Non ci credi? Allora ti spiego a breve perché ti ho detto che lo stato che ci definisce “cittadini”, non è altro che una corporazione di diritto privato, che fa i SUOI interessi, non certo quelli della MERCE che tratta, ovvero noi esseri incoscienti e inconsapevoli che giriamo con la marca auricolare nel taschino e la benda sopra gli occhi.
Per non parlare di quelli che il marchio se lo fanno infilare sotto pelle, con orgoglio, e ostentano un microchip che gli permette di pagare le tasse, le multe, la spesa, il carburante e tutto ciò che è strumento di vessazione degli schiavi, o delle bestie, o dei “cittadini”…fai tu, tanto sono tutti sinonimi. Anche le vacche hanno il collare che le identifica quando si avvicinano al distributore di mangime. Non lo sapevi? Ad ognuna la sua razione, in base a quanto latte produce. Non un grammo di più!
Autodefinirsi con orgoglio “Bestia immatricolata” nei registri dell’azienda statale, facendosi mettere sotto pelle il marchio della bestia, mi darai atto che è quanto di più svilente e umiliante si possa verificare per un essere umano che intenda ancora definirsi tale. Io ho allevato mucche per anni; nessuna mucca era felice di avere una catena al collo; in questo gli animali sono molto più intelligenti degli esseri umani; si adattavano, ma non erano certo felici di farsi rinchiudere in una stalla con una catena al collo e una marca auricolare che gli fora l’orecchio.
Ma l’essere umano è molto più manipolabile di una vacca; basta metterlo davanti a un televisore per qualche ora al giorno, fornirgli un giochino colorato che si può portare appreso dalla mattina alla sera per crearsi dei percorsi neuronali semplici, semplici e sempre uguali, in modo da perdere completamente l’elasticità mentale, la capacità di elaborare pensieri complessi ed il gioco è fatto!! La catena al collo è già messa… anzi, se la mette da solo tutte le mattine appena si sveglia e la prima cosa che fa è prendere in mano il telefonino. Ed è anche l’ultima cosa che guarda prima di dormire. Più schiavi di così!!

Ora, prendiamo in considerazione solo uno dei tanti settori di questa azienda privata statale, giusto per fare un esempio. Prova a chiederti perché quando si parla di Sanità, si parla di AZIENDA SANITARIA LOCALE; allora, cerchiamo di capirci: o è un ente pubblico, o è un’azienda, no? Ma ce lo dicono chiaramente che è un ente privato!! C’è nel nome!! Perché LORO, i nostri Commercianti di Bestiame, sono OBBLIGATI a dirci come stanno le cose e lo hanno sempre fatto, in modo metodico e ligio. Il punto è che noi, che siamo bestiame (ricordiamocelo che è così, almeno finché assecondiamo e ci comportiamo come tali, anche se ci dà molto fastidio ammetterlo), per questioni di abitudine e di “comodità” preferiamo non capire, non vedere.
Ogni tanto qualcuno alza la testa, ma tutti gli altri gli ricordano che no, non lo deve fare, per carità!! Sia mai che poi anche loro devono cambiare abitudini!! Tutti allineati a fare ogni giorno le stesse, rassicuranti cose da schiavi, mi raccomando!!! E allora noi paghiamo le tasse ad un ente privato, l’Agenzia delle Entrate, che ha il suo codice di azienda privata, appunto, e che quindi si palesa legalmente come tale, con l’illusione che poi quei soldi l’ente privato stesso, anziché intascarli, li usi per noi!! Siamo degli ingenui. Se non comportasse conseguenze drammatiche, ci sarebbe da ridere un sacco su questa nostra ingenua e persistente illusione!!

Beh, io ho seguito anche qui sui nostri blog, che pochissimi oramai leggono, (perché anche il settore “istruzione” non è che se la passa tanto bene e i risultati si vedono!!) quanti problemi deve affrontare oggi una persona che per varie ragioni deve risolversi un problema di salute, dovuto magari a persone non autosufficienti in casa, o un problema di salute che si vive in prima persona. Anche per avere un semplice dispositivo auricolare per persone non udenti, uno deve affrontare un’odissea e una spesa esosa… e non è detto che arrivi ad avere il denaro necessario per risolvere il problema. NON parliamo poi di chi ha in casa anziani e disabili, deve lavorare per sopravvivere e nel contempo deve pagare qualcuno che si prenda cura di loro. E meno male che paghiamo le tasse per dei servizi sanitari, per avere un’assistenza pubblica!!!

Rendiamoci conto che nessun’azienda privata che ci vede come meri consumatori ha a cuore la nostra salute!! E’ ovvio che sia così. E allora, illuderci che le cose stiano diversamente e continuare a “pagare le tasse per questioni di senso civico“, in una situazione come questa è a dir poco un tantino ingenuo. I soldi che noi versiamo come tasse, (e che ci vengono tolte per il nostro sostentamento) sono i proventi di aziende private da molti, molti anni, oramai. E non vengono usati per darci dei servizi. I servizi oggi ce li dobbiamo dare da soli; non so se ve ne siete accorti. E se non ve ne siete accorti, ve ne renderete conto quando quei pochi che lavorano nelle aziende sanitarie (e in altri settori statali) e che hanno una coscienza umana, si stancheranno di venire pagati poco o niente in un meccanismo che li rende altrettanto schiavi e che li fa lavorare come delle bestie, con orari da paura, per il profitto delle alte gerarchie aziendali. Quei pochi che resistono (e io ne conosco alcuni) lo fanno per “senso del dovere”, perché hanno a cuore il “bene del prossimo”, per “vocazione”, o perché non sanno fare altrimenti, perché hanno paura di perdere “il posto fisso”. Ma quanto credete che resisteranno?!
Bene, questa è la sanità nazionale. Ma l’istruzione è messa forse anche peggio. E così è per tutti gli altri settori, rendiamoci conto. In fin dei conti, le bestie sono bestie; finché credono alla storiella del “cittadino libero” e della “democrazia da sostenere con il voto”, che bisogno c’è di cambiare trattamento? C’è addirittura chi a questo trattamento è talmente abituato che MAI cambierebbe qualcosa della sua routine di schiavo; l’abitudine ad essere vessati diventa una necessità per qualcuno, e se gli togli questo, non sa più di che lamentarsi, non sa più con chi prendersela, come svalvolare il disappunto al bar, quando si incontra sempre con i soliti che, come lui/lei, si lamentano in continuazione. Perché uscire da una condizione di servilismo non è da tutti; ai più sta bene così, come quelle vacche che quando le porti davanti alla stalla, se ne vanno al loro posto da sole e aspettano che gli metti la catena al collo, pur di avere la loro razione di fieno a fine mese.

Ma da dove vengono tali mie riflessioni? Beh, oltre che dalle mie esperienze di allevatrice di bestiame, vengono dal fatto che facendo le mie ricerche, ho scoperto che dal 1934, l’Italia non è più una nazione libera. Esattamente!! Un relativamente lontano passato, per molti, parla di “CORPORAZIONE PRIVATA”, o Private Company.
Niente repubblica delle banane, quindi. E come Republic – corporation, dal 1934 noi siamo stati governati come “COSE APPARTENENTI E DI PROPRIETA’”. Esattamente come le vacche della stalla che gestivo io. E perché? Ma perché siamo nati entro il territorio definito “Italia”; bastava questo. Esattamente come quei vitelli che ti nascono in stalla, insomma, e che vengono registrati sul registro dell’azienda. Per noi la registrazione avviene con il certificato di nascita che viene redatto all’Anagrafe dei comuni e al quale dedicherò un post, perché merita davvero.
Lo sai che cosa comporta questo? Comporta il fatto che LA LEGGE VIGENTE CHE CI REGOLMENTA è QUELLA CHE SI RIFA’ AL DIRITTO COMMERCIALE, DENOMINATO U.C.C. (Unified Commercial Code). Questo diritto deriva dal Diritto Marittimo e dell’Ammiragliato, sì perché le merci viaggiano per mare per arrivare da un posto all’altro; è chiaro, no?! E noi, che per questo codice siamo merce e come tali (e dal 1934) siamo soggetti alle stesse leggi.

“Ma come?!!” dirai tu: “E non ce l’hanno mai detto?!!” Non è vero; ce lo continuano a dire, solo che noi non lo vogliamo capire. Eppure è così!! Tempo fa scrissi un articolo in merito allo stesso argomento, ma non ebbe molto successo. E’ capibile: la verità è cosa antipatica da digerire! E non mi aspetto che questo articolo abbia maggior successo. Ma non per questo smetto di dire le cose come stanno.
In quanto merce, o “beni di proprietà” noi siamo uomini e donne senza diritti e siamo conferiti all’AZIENDA ITALIA, il cui unico scopo è quello di produrre profitti per un’entità sconosciuta che non ha nulla a che vedere con il territorio nazionale. E adesso provate a farvi qualche domanda sul perché veniamo pagati per NON coltivare le nostre terre; una probabile risposta potrebbe essere: forse perché a questa “entità sconosciuta” non interessa nulla della nostra Terra, della nostra Salute, della nostra Educazione e Formazione. A loro interessa solo renderci schiavi e consumatori di beni fasulli che ci vengono venduti come “essenziali”, provenienti da altri paesi e di pessima qualità.

Ma noi i beni essenziali possiamo produrceli da soli, di maggiore qualità, salutari e mille volte più buoni di quelli che ci vendono nei supermercati, con le nostre terre e con il nostro lavoro, i nostri talenti!! Esattamente ciò che qualcuno ci vuole togliere di giorno in giorno!! Purtroppo loro fanno il loro lavoro, e lo fanno bene!! Tanto che noi nemmeno ce ne accorgiamo!! Ma noi collaboriamo alacremente per rendergli la vita facile, perché noi siamo votati alla vita da schiavi; ci piace avere qualcuno che ci dice cosa fare, come farlo, quando farlo… siamo stati educati così, purtroppo. Ci troviamo spaesati se ci caricano di troppe responsabilità.
Ma allora, mi venga concesso di dire che non ci dovremmo lamentare!!! Zitti e testa bassa!! Come sempre. Tutti in fila per un voto fasullo, per pagare le tasse al padrone, per comprare l’ultimo televisore al plasma, per farci l’ennesima dose!! Tutti bravi bravi in fila indiana, o tenendoci la manina due per due, fate voi! Si può scegliere! Si può sempre scegliere!! O vivere con la museruola da schiavo sul muso, o respirando a pieni polmoni l’aria pulita!! E per renderla pulita, vista la situazione avvelenata che ci siamo fatti cucire addosso, c’è un sacco di lavoro da fare!!
Queste informazioni sono accessibili a tutti (coloro che volessero approfondire il tema), derivando da fonti aperte, di fatto, quanto detto, risalirebbe all’iscrizione di una sedicente “società Italia”, la cui ragione sociale è “Republic of Italy”, alla S.E.C., il cui numero di matricola sarebbe: 0000052782!
Potete verificare di persona la registrazione presso la S.E.C., di tale sedicente società definita: “Republic of Italy”. Non sono solo chiacchiere: tutto verificabile, purché si voglia capire che cosa sta succedendo! Questo a scanso di accuse che oggi vanno per la maggiore e che tacciano tutti quelli che provano a dire la verità come dei “complottisti”! Prima di puntare il dito, occorre informarsi, da soli, senza affidarsi continuamente A TERZI O AI MEDIA che di professione, oramai dovremmo averlo capito, fanno i conta storie… quelle sì, se non del tutto false, solo parzialmente vere!!
UN consiglio: per capire queste dinamiche, provate a togliervi gli occhiali da bravi cittadini e mettetevi quelli di commerciante di bestiame; forse riuscite a capire meglio cosa sta succedendo.



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